Il Grand Tableau del Petit Lenormand

Il Grand Tableau posa le trentasei carte in una volta sola e trasforma il mazzo in una mappa del terreno. Niente vi si legge isolato: a parlare sono le posizioni relative. Questa pagina dà i tre formati esistenti, quello che RunAstra adotta e il metodo di lettura nel suo ordine operativo.

Che cosa il Grand Tableau fa di diverso

In una linea di tre leggi una frase. In un Grand Tableau leggi un terreno.

Le trentasei carte vengono posate in una volta sola, dentro una griglia. Nessuna carta viene scartata, nessuna resta nel mazzo. Il senso non viene quindi più dalla scelta delle carte, dato che escono tutte, ma dal punto in cui ciascuna cade e dalle sue vicine. È un cambiamento di natura, non di scala.

Due conseguenze pratiche. La prima: il Grand Tableau chiede tempo, almeno una mezz’ora, e non è adatto a una domanda chiusa. La seconda: non si improvvisa. Senza metodo, una griglia di trentasei carte produce soltanto una nebbia di associazioni. Il metodo qui sotto è dato nel suo ordine operativo, e quell’ordine conta.

I tre formati, e perché coesistono

Non esiste un solo Grand Tableau. Ne esistono tre, e non sono varianti sbagliate: sono tradizioni distinte, ciascuna coerente con la propria scuola.

Il 4x9, quattro righe di nove carte. È la disposizione delle scuole di lingua tedesca e olandese, e di gran lunga la più diffusa nell’Europa continentale.

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|  1 |  2 |  3 |  4 |  5 |  6 |  7 |  8 |  9 |
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| 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 |
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| 19 | 20 | 21 | 22 | 23 | 24 | 25 | 26 | 27 |
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| 28 | 29 | 30 | 31 | 32 | 33 | 34 | 35 | 36 |
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L’8x4 più 4, quattro righe di otto carte e una riga finale di quattro carte centrata sotto la griglia. È la disposizione dominante nella scuola anglofona contemporanea. Le ultime quattro carte vi vengono spesso lette come una sintesi.

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|  1 |  2 |  3 |  4 |  5 |  6 |  7 |  8 |
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|  9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 |
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| 17 | 18 | 19 | 20 | 21 | 22 | 23 | 24 |
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| 25 | 26 | 27 | 28 | 29 | 30 | 31 | 32 |
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          +----+----+----+----+
          | 33 | 34 | 35 | 36 |
          +----+----+----+----+

Il 6x6, sei righe di sei carte. È la disposizione più antica, quella della griglia del gioco di percorso originario, e resta usata in alcune pratiche.

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|  1 |  2 |  3 |  4 |  5 |  6 |
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|  7 |  8 |  9 | 10 | 11 | 12 |
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| 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 |
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| 19 | 20 | 21 | 22 | 23 | 24 |
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| 25 | 26 | 27 | 28 | 29 | 30 |
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| 31 | 32 | 33 | 34 | 35 | 36 |
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RunAstra adotta il 4x9 come formato di riferimento, in coerenza con la scelta della scuola tedesca descritta sulla pagina madre del modulo. Tutti gli esempi di questo grimorio vi si riferiscono. Se pratichi in 8x4+4, il metodo di lettura resta valido, ma i numeri di posizione cambiano, e con loro ogni tavola delle case.

1. Localizzare il significatore

Primo gesto, prima di qualsiasi lettura: trovare la carta soggetto.

Il Gentiluomo, carta 28, per un consultante uomo. La Dama, carta 29, per una consultante donna. Tutto il tableau si legge a partire da lì.

La sua posizione nella griglia dice già molto. In alto nel tableau: la situazione è dominata, cosciente, tenuta in mano. In basso: è subita, oppure ancora sotterranea. All’estrema sinistra: la persona è ancora rivolta verso ciò che precede, e la maggior parte del tableau le resta davanti. All’estrema destra: il movimento è già in gran parte compiuto, e resta poco spazio per il seguito.

Attenzione a un errore diffuso. Una fonte anglofona molto visibile, Labyrinthos, ha invertito i due significatori scrivendo che la carta 28 servirebbe alle consultanti e la 29 ai consultanti. È falso. La carta 28 è Il Gentiluomo, la carta 29 è La Dama, e sei fonti indipendenti lo confermano. Una lettura costruita sull’inversione colloca il soggetto nel punto sbagliato della griglia, quindi ogni distanza, ogni vicina, ogni specchio e ogni salto del cavallo vengono calcolati da un centro falso. Nulla di ciò che segue vi sopravvive.

2. La distanza dà l’intensità

Seconda regola, e vale per tutto il seguito: più una carta è vicina al significatore, più pesa.

Le carte che lo toccano, a sinistra, a destra, sopra, sotto e in diagonale, descrivono ciò che agisce adesso e con forza. Le carte all’altro capo della griglia descrivono influenze deboli, lontane o differite. Una carta difficile posata a sette colonne dal soggetto non ha la portata di una carta neutra posata subito accanto.

3. I due assi

Il tableau porta due assi, e non dicono la stessa cosa.

L’asse orizzontale è quello del tempo. A sinistra del significatore, ciò che precede. A destra, ciò che segue. Su una riga di nove, questo dà una cronologia leggibile con un solo colpo d’occhio.

L’asse verticale è quello della coscienza. Sopra il significatore, ciò che domina, ciò che è saputo, assunto, visibile. Sotto, ciò che è subito, rimosso, o semplicemente non ancora formulato.

                 cio che domina
                       ^
                       |
   passato <---- [ SOGGETTO ] ---->  a venire
                       |
                       v
                  cio che e subito

4. Il salto del cavallo

Il knighting, o salto del cavallo, prende il movimento dagli scacchi: due caselle in un senso, una casella perpendicolarmente.

Le carte raggiunte da quel salto a partire dal significatore vengono considerate agenti su di lui in modo indiretto, per una deviazione, un intermediario o una conseguenza non evidente. È una tecnica di secondo passaggio: si usa solo quando la lettura principale è già posata, altrimenti aggiunge rumore.

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|    | C  |    | C  |    |
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| C  |    |    |    | C  |
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|    |    | S  |    |    |
+----+----+----+----+----+
| C  |    |    |    | C  |
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|    | C  |    | C  |    |
+----+----+----+----+----+

  S = significatore      C = carte raggiunte dal salto

In un 4x9, un significatore posto al centro del tableau dà fino a otto carte di salto; un significatore a bordo griglia ne dà molte meno, il che è già di per sé un’informazione sui pochi fattori indiretti in gioco.

5. Specchi e riflessi

Due tecniche distinte portano nomi vicini, e vengono spesso confuse.

Lo specchio di riga. Su ogni riga di nove, la prima colonna si legge di fronte alla nona, la seconda di fronte all’ottava, la terza di fronte alla settima, la quarta di fronte alla sesta. La quinta è l’asse, non ha riflesso. Ogni coppia così formata si legge come una coppia ordinaria, con la stessa grammatica nome più qualificativo.

Riga :    1    2    3    4   [5]   6    7    8    9
          |    |    |    |         |    |    |    |
          +----+----+----+---------+----+----+----+
             le quattro coppie di specchio

Il riflesso di tableau. La posizione 1 si legge di fronte alla posizione 36, la 2 di fronte alla 35, e così via fino alla coppia 18 e 19. Ogni coppia somma 37. Questo riflesso mette in rapporto l’apertura e la chiusura del tableau, e segnala spesso ciò che si è giocato all’inizio di una situazione e ciò che la richiuderà.

6. I quattro angoli

Lette insieme, le quattro carte degli angoli danno la cornice generale del tableau prima di ogni dettaglio. In un 4x9 sono le posizioni 1, 9, 28 e 36.

[ 1 ] ........................ [ 9 ]
  .                              .
  .        corpo del tableau     .
  .                              .
[ 28] ........................ [ 36]

È una lettura d’insieme, utile in apertura: dice in quale clima si svolge la situazione, prima di entrare nella geometria fine.

Le carte tema

Alcune carte fanno da punto di riferimento tematico: le si cerca nella griglia secondo l’ambito su cui verte la domanda, e se ne legge il contorno immediato.

AmbitoCarta da individuare
Salute, vitalitàL’Albero
Casa, famigliaLa Casa
Amore, sentimentoIl Cuore
Lavoro, mestiereLa Volpe
Autorità, mezziL’Orso
Carriera, stabilitàL’Ancora
Denaro, risorseI Pesci
Viaggio, lontananzaIl Battello

Il metodo è semplice: localizzare la carta tema, leggere le due o tre carte che la toccano, e riportare il risultato alla posizione del significatore.

La trappola delle case

Ogni posizione del tableau porta anche un senso proprio, chiamato la sua casa: la posizione 1 è la casa del Cavaliere, la posizione 32 la casa della Luna, e così via per tutte e trentasei.

Questo sistema dipende interamente dal formato. In un 4x9 la posizione 10 apre la seconda riga. In un 8x4+4 si trova nella seconda colonna della seconda riga. Non è lo stesso punto, quindi non è la stessa geometria di vicinato, e una tavola delle case pubblicata senza indicare il formato è inutilizzabile. Molte tavole in circolazione commettono esattamente questa omissione.

La tavola completa, valida per il formato 4x9, è dettagliata sulla pagina le 36 case del Grand Tableau. E se la grammatica delle coppie non è ancora acquisita, la pagina sulla lettura per combinazioni è il presupposto di tutto quanto precede.

Carte collegate

FAQ

Quale formato di Grand Tableau si deve usare?

Tre formati coesistono e sono tutti tradizionali: 4x9, 8x4 con quattro carte centrate sotto, e 6x6. Il 4x9 domina nelle scuole di lingua tedesca e olandese, l'8x4+4 nella scuola anglofona. RunAstra adotta il 4x9 come riferimento, in coerenza con la sua scuola tedesca.

Quale carta fa da significatore nel Grand Tableau?

La carta 28, Il Gentiluomo, per un consultante uomo, e la carta 29, La Dama, per una consultante donna. Tutto il tableau si legge attorno alla loro posizione. Alcune fonti anglofone hanno invertito queste due carte: la 28 è davvero Il Gentiluomo e la 29 è davvero La Dama.

Si può usare una tavola delle case con qualsiasi formato?

No, ed è l'errore più diffuso. Il sistema delle 36 case attribuisce un senso a ogni posizione della griglia. Poiché la posizione 10 non si trova nello stesso punto in un 4x9 e in un 8x4+4, una tavola delle case vale soltanto per il formato per cui è stata costruita.

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