Che cosa dice la coppia
Il Gentiluomo, carta 28, e La Dama, carta 29, non sono parole come le altre. Sono le carte soggetto del mazzo, dette anche significatori: rappresentano una persona, non una cosa né un’azione. Promemoria utile, perché l’errore circola parecchio in rete: la carta 28 è il Gentiluomo, la carta 29 è la Dama.
Quando si toccano non succede quello che succede con le altre coppie. Altrove un nome incontra un qualificativo e il senso si stringe. Qui si incontrano due soggetti, e la coppia dice una cosa sola: queste due persone sono messe in relazione dentro la lettura.
È poco, ed è il livello di precisione giusto. La coppia non dice di quale relazione si tratti. Una coppia sentimentale, una società, una famiglia, un conflitto, una trattativa, una storia finita: tutte queste situazioni producono la stessa coppia. Sono le carte che la circondano a dire di che cosa è fatto il legame.
Questa coppia si legge quindi su due misure e non su una. L’ordine indica di chi parla la frase. La distanza indica quanto pesa il legame: due carte soggetto attaccate descrivono un rapporto diretto, separate da una carta descrivono un legame che passa per ciò che quella carta nomina, allontanate per tutta la larghezza di una riga descrivono vite che si sfiorano poco, qualunque sia il sentimento che ci si mette.
Il Gentiluomo, poi La Dama
Lettura canonica: la relazione tra i due soggetti.
L’ordine non cambia la natura del legame, cambia il punto di vista. Quando il Gentiluomo apre la coppia, è lui il nome: è di lui che la lettura parla. La Dama posta dopo lo qualifica, cioè descrive la sua situazione.
Ciò che si legge allora è un uomo considerato nel suo rapporto con questa donna. La domanda riguarda lui: che cosa vive, che cosa fa, a che punto è. La risposta dice che ciò che vive passa attraverso di lei. Lei occupa il posto del contesto, non quello del soggetto.
La conseguenza è molto concreta in una stesa, perché determina a chi si applicano le carte vicine. In una riga di tre, la carta che segue qualifica prima di tutto il soggetto, quindi la persona nominata per prima. Sbagliare il verso significa attribuire un sentimento, un ostacolo o una decisione alla persona sbagliata.
Una precisazione di metodo: il Lenormand si legge da sinistra a destra, e questo ordine segue la riga, mai una gerarchia tra le persone. Mettere una carta soggetto per prima non le dà alcun primato. La meccanica del nome e del qualificativo è descritta nella lettura per combinazioni.
La Dama, poi Il Gentiluomo
Lettura canonica: la relazione tra i due soggetti.
La lettura di fondo è la stessa, e sarebbe disonesto fabbricare una differenza dove il mazzo non ne mette. Ciò che cambia è il soggetto della frase.
Qui La Dama è il nome. La lettura parla di lei, e il Gentiluomo viene a qualificare la sua situazione: ciò che lei vive è in rapporto con lui. Stessa configurazione relazionale, guardata dall’altro lato.
Questo ribaltamento si combina con la distanza, ed è lì che la coppia diventa davvero informativa. Due carte soggetto vicine in questo ordine descrivono una donna la cui situazione immediata è occupata da quest’uomo. Le stesse carte separate da altre tre descrivono una donna la cui vita contiene quest’uomo, ma attraverso ciò che quelle tre carte nominano: un lavoro, una famiglia, una distanza geografica, un ostacolo.
In un tableau questo verso di lettura porta in più un’informazione di posizione. Nella convenzione corrente una carta soggetto guarda verso destra: ciò che le sta davanti è quello verso cui va, ciò che le sta dietro appartiene al passato della lettura. La geometria completa è trattata nella pagina del Grand Tableau.
In situazione
“Siamo fatti l’uno per l’altra?” La coppia non risponde, perché il mazzo non si pronuncia sulla compatibilità. Dice che le due persone sono davvero nella stessa lettura, il che è già un dato utile quando non si sapeva se l’altro fosse coinvolto.
“Questa persona pensa a me?” La coppia posa la relazione, non il contenuto mentale di qualcuno. A informare è ciò che sta tra le due carte e intorno a esse.
“A che punto è il nostro rapporto?” La distanza dà qui una risposta molto concreta: contatto diretto, legame che passa per un terzo o per un tema identificabile, oppure lontananza. La coppia descrive uno stato nell’istante della stesa, non lo spiega e non lo prolunga.
Che cosa la coppia non dice
Non dice che nascerà una relazione sentimentale. Due carte soggetto affiancate significano che la lettura mette due persone in relazione, non che comincia una storia.
Non dice nulla sulla qualità del legame. Né amore, né conflitto, né indifferenza: quei contenuti vengono dalle carte vicine.
Non indica necessariamente un legame amoroso. A seconda della domanda, la seconda carta soggetto rappresenta altrettanto bene un genitore, un collega, un avversario o un socio.
Infine non sostituisce la domanda posta. Se la stesa riguardava un lavoro, due carte soggetto vicine parlano di una relazione professionale, e nulla autorizza a rileggerla come una faccenda di cuore.